inviato Giovedi, 23 Settembre 2004 (8:02) da Anna
Fitness Anonimo ha scritto: "
POSTURA E FITNESS

Gli studi sulla postura, negli ultimi anni, hanno suscitato un sempre crescente interesse ed hanno coinvolto un numero sempre maggiore di professionisti che operano nel campo della salute, compreso il fitness.
Basti pensare che la maggior parte delle patologie osteo-muscolo-articolari, eslcuse quelle di interesse chirurgico, sono riconducibili a squilibri posturali; ma anche laddove la chirurgia è l'indicazione principe, una rieducazione posturale globale pre e post-inervento, può essere utile per migliorarne i risultati.

La postura, intesa come l'atteggiamento assunto dalle varie parti del corpo nello spazio, è il risultato dell'interazione di numerosi fattori che cominciano a far sentire la loro influenza sin dalla nascita.
Possiamo, perciò, dire che essa racconta la nostra storia.
Numerosi sono i fattori capaci di influenzare e determinare l'assetto posturale del soggetto: traumi fisici e psichici, disfunzioni recettoriali primari e secondari, vita sedentaria, eccessivo o mal condotto potenziamento muscolare, sia in senso assoluto che relativamente all?assetto posturale specifico del soggetto, disfunzioni viscerali, microtraumi ripetuti e posture lavorative non corrette.
Istante per istante il Sistema nervoso centrale è bombardato da informazioni recettoriali provenienti dai recettori c.d. primari (occhio, orecchio, apparato odontostomatognatico, piedi) e secondari, numerosissimi, disseminati nelle varie articolazioni, legamenti, tendini, cute, etc..
Qualsiasi fattore capace di alterare questi recettori influenza la postura, anche attraverso il reclutamento di muscoli della dinamica, creando degli squilibri.
Ognuno di noi è, perciò, un mosaico di squilibri posturali, dentro ai quali viviamo, talora anche bene.
Quando un fattore esterno (per es. traumatico) disturba un determinato settore del nostro corpo (ad es. una caviglia) il corpo mette in atto dei compensi antalgici che proteggono la zona lesa ed impediscono che questa, muovendosi, determini delle sensazioni dolorose.
Tali meccanismi consistono nel reclutamento di alcuni muscoli che hanno la funzione di ridurre il range di mobilità, venendosi a trovare in uno stato di contrattura muscolare (reversibile spontaneamente).
Talora la contrattura muscolare sopravvive alla risoluzione del problema iniziale, trasformandosi in una retrazione muscolare (non reversibile spontaneamente ma solo attraverso tecniche di allungamento muscolare), in quanto i sarcomeri vengono cementati dal connettivo in posizione concentrica.
ES. dopo una distorsione alla caviglia il traumatizzato zoppica; i muscoli satelliti sono in uno stato di contrattura e la caviglia presenta un ridotto range di mobilita'.
Se dopo la risoluzione della sintomatologia dolorosa la muscolatura reclutata non si rilassa ma va incontro una retrazione, la caviglia sarà sede di ipomobilità permanente; altre strutture soprastanti saranno costrette a vicariare tale deficit e tenderanno a logorarsi; quando il soggetto consulta il sanitario non porrà l'accento sulla caviglia, causa primaria dei suoi disturbi, ma, ad es., sulla zona lombare, sede della lombalgia; occuparsi del rachide lombare, senza scoprire la causa prima, significa attribuire a quella zona, vittima, una responsabilità che non ha e, soprattutto, attribuirle un carico di lavoro che non le compete, il che equivale a frustare un cavallo stanco.
Questo è uno dei fenomeni fondamentali su cui si basa il concetto di globalità che, sempre, accompagna il termine postura: attraverso un'attenta analisi, ripercorrere a ritroso i meccanismi di compenso antalgici messi in atto dal corpo, per arrivare alla causa prima della disfunzione, obbligandola, con strategie opportune, a rientrare nella fisiologia.
Le retrazioni muscolari sono responsabili di coattazioni/disassamenti articolari che, a loro volta, portano alla sintomatologia algico-disfunzionale ed ai processi degenerativi.
I muscoli sono organi deputati a contrarsi per accorciarsi ed avvicinare i punti di origine-inserzione, determinando o controllando i movimenti.
Non hanno la funzione di allungarsi; perciò, se un muscolo si trova in uno stato di retrazione, questo non è reversibile senza l'intervento esterno.
Fra tutti i gruppi muscolari del corpo quelli che più spesso vanno incontro a retrazione sono gli ischio-crurali, determinando importanti conseguenze funzionali: fisiologicamente la flessione anteriore del tronco avviene a livello delle anche: Gli Ischio-crurali, che si inseriscono a livello della tuberosità ischiatica, possono ridurre la capacità di flettersi delle anche; se ciò avviene, nei comuni gesti della vita quotidiana, flettersi per raccogliere un oggetto, sedersi, etc., gesti ripetuti numerosissime volte nel corso della giornata, la flessione si sposta in alto, a livello della colonna lombare, sovraccaricando cronicamente tale distretto.
Quando il tronco flette il sacro, solidale con la colonna lombare, viene trascinato in flessione; gli ilei vengono, invece, trattenuti dagli ischiocrurali accorciati.
Vengono messi così in tensione gli elementi capsulo-legamentosi che si oppongono alla dissociazione degli iliaci dalla colonna lombare (legamenti dileo-lombari) e dal sacro (legamenti sacro-iliaci), dando luogo alle sindromi algico-disfunzionali locali.
Se questo è vero per i comuni gesti della vita quotidiana lo è ancora di più quando il movimento incriminato fa parte di esercizi fisici di potenziamento, di mobilizzazioni e, perfino, di streetching classico, eseguiti in palestra.
Questo è uno dei numerosi esempi che dimostrano l'esigenza, da parte del preparatore, del personal trainer, dell'istruttore, di conoscere le principali disfunzioni muscolo-connettivali a carico delle strutture che si prefigge di allenare e le loro conseguenze sull'assetto posturale del corpo, rispettandone il principio fondamentale della globalita'.
Un lavoro ben fatto, alla luce di queste conoscenze, consente all'operatore, non solo di evitare di arrecare danni al soggetto (danni da sport sempre più numerosi), ma anche di ottenere risultati più sorprendenti grazie alla rimozione dei freni insiti nel corpo, capaci di pregiudicare il raggiungimento di una adeguata performance.

Dott. Claudio Gallo
galclaudio@libero.it
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